Sono di ritorno dalla Terra del Santo. Preferisco evitare la comune denominazione: “Terra santa”, non avendovi trovato riferimenti che riportano a una santità in chiave di pace, riconciliazione, amicizia tra i popoli, anzi tutt’altro! Come 22 anni fa, ho provato una grande gioia interiore nell’essermi ritrovato nella casa di Maria di Nazaret, all’interno della Basilica dell’Annunciazione.

Il “Chàire”, il saluto dell’arcangelo Gabriele a Maria è risuonato fortemente in me. Ho potuto rivivere quei passaggi preziosi dell’Annunciazione di cui ci parla san Luca: “Al sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret,  […] Allora Maria disse: “Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola” (Lc 1,26-38). Maria, piccola Maria, fanciulla di Nazaret, vissuta con la sua gente, entra nella “stanza” del suo cuore, nelle sue profondità e incontra lo Spirito di Dio: un fascio di luce che, come un tepore primaverile, dopo un lungo inverno, la copre tutta e la riscalda. Ma occorre capire con la testa e con il cuore; laddove il cuore comprende ed afferra subito, mentre la testa deve fare dei passaggi diversi e, a volte, impiega più tempo, soprattutto oggi, per noi occidentali, figli anche di un esasperato razionalismo che difficilmente ci fa abbandonare al canto del cuore e a quella fede di cui parla Gesù che fa trasportare le montagne (cf. Lc 17,15).

sam_6044Ecco che un senso di timore pervade Maria, tante domande vengono fuori come da una sorgente: “Chi sei? Cosa mi chiedi, non capisco… È reale ciò che sta avvenendo o sto sognando? Cosa sarà di me, della mia gente? Che succede? Sto tremando!”… Com’è bello sentire l’umanità di Maria, le sue paure, i suoi timori, il suo giusto diritto a capire quello che sta avvenendo nella sua vita e quello che sarebbe avvenuto in lei e per lei unita al suo popolo, alla sua gente! Mai distante e separata! In Maria vediamo realizzarsi quell’oggi di Dio misterioso e nascosto nel quotidiano. Quei giorni feriali che, spesso, possono darti noia, ansia, preoccupazioni sono anche forieri di novità inaspettate … di gioie che riempiono la vita per sempre. I vuoti di attesa del cuore di Maria vengono riempiti da Dio che è gioia piena. Maria, tu sei allora “piena di Grazia”, cioè riempita da questa gioia della Sua Presenza che non ha termine. Questa gioia non è come quelle effimere che portano spesso di nuovo a essere tristi, a tornare alla vita di sempre e sperare in qualche altra piccola gioia o surrogato di essa.

Il cuore di Maria è diventato anche il nostro cuore. Maria non è l’irraggiungibile, come recita un noto canto per le liturgie eucaristiche, ma la raggiungibile, la comprensibilissima nella sua ricerca del Dio nascosto, nel suo semplice desiderio di pregare con le cose della vita di ogni giorno, tra le mura di casa, tra quelle della sinagoga, tra quelle che portano alla fontana del villaggio ma soprattutto tra quelle incontaminate e preziose del suo cuore di fanciulla, di donna e ora di madre.

Sulla bocca di Gabriele, l’inviato di Jahweh, ci sono delle parole speciali che Maria riconosce: “Rallegrati con tutto il cuore, figlia di Gerusalemme!”… “Non temere, Sion, non lasciarti cadere le braccia! Il Signore tuo Dio in mezzo a te è un salvatore potente”…. Un senso di serenità e di sicurezza inizia ad albergare in lei, sa di non camminare da sola nel mondo, sa e sente con chiarezza che l’ombra dell’Altissimo è con lei. Essa conosce la storia delle donne d’Israele e di come siano state adombrate dalla potenza dell’Amore che si è tramutata in coraggio, dono, accoglienza, servizio amorevole per gli altri fino a rischiare la vita.

sam_6041Ora Maria è la donna che pur avendo conosciuto lo smarrimento, fa esperienza della stabilità e della fermezza di chi cammina, mettendosi in umile ascolto del proprio cuore, per capire dove deve dirigersi, anzi dove il soffio dello Spirito di Adonai la condurrà. Sarebbe il caso di dire, non più: “Va’ dove ti porta il cuore”, ma: ”Va’ dove ti porta la “Ruach Adonai”: lo Spirito di Dio, Abbà. Sì perché il cuore di Maria dopo quell’incontro col Mistero, diventa come una vela soffiata dal vento che spinge la barca della sua vita verso mari e porti inattesi.

Come sei bella Maria in questo spirito di preghiera che non ti ripiega su te stessa ma ti fa aprire al mondo e alla vita. Anzi tu non preghi: sei diventata preghiera! Come sei bella Maria in quella tua casa che, come tutte le altre case, è provvista di un piccolo vano adibito a stalla, deposito, dove magari tante donne cercano con affanno di porvi oggetti e quant’altro, per mettere ordine in casa, lottando con tenacia contro ogni forma di entropia… facendola tornare in sistemata e pulita. Lì, in quel luogo in penombra, dove si tenevano anche gli animali come capre, buoi ed altre suppellettili … lì avviene l’incontro…non in sinagoga, non in Gerusalemme, al Tempio degli antichi splendori, ma lì in quella casa a Nazaret.

La cupola della Basilica dell’Annunciazione che sovrasta oggi la piccola casa di Maria, è a forma di calice di fiore capovolto che filtra la luce. Dal calice dei fiori prende il nome Nazaret, insignificante agli occhi dei potenti di quel tempo ma non a quelli di Dio ‘’Rachamim’’ (cf. Is 11,1ss).

2Appena arrivato a Nazaret, alcuni segni, mi ritornano alla memoria del cuore: la voce di una mamma che chiamava la propria figlioletta per nome: ”Miryam”, “Miryam”, quasi un benvenuto per me in quella piccola zolla di terra della Palestina, nella quale ha vissuto tra le tante Maria, anche lei: la semplice e silenziosa Miryam, la madre di Gesù. Ma ancor più sorprendente per me, appena atterrato con l’aereo a Tel Aviv, la voce di un fanciullo che chiamava il proprio padre: “Abbà, Abbà”… non riusciva a prendere la sua valigia, tra i tanti bagagli scaricati, appariva spaventato! Fa una certa impressione sapere che questa stessa parola ‘abbà’, pronunciata da Gesù in famiglia, sarà poi rivolta da lui un giorno, unicamente all’Abbà celeste. Piccoli dettagli che a me dicono molto.

In questa casa di Maria, nasce e cresce il Mistero della vita…c’è un antichissima testimonianza impressa nella pietra, nei pressi della casa di Maria, risalente ai primi secoli: “Chàire Maria”! Un TVB di un antico pellegrino sulle orme della famiglia di Nazaret, il quale desiderava che anche altri sapessero di questo luogo, agli albori della fede. Quando tu Maria, dopo l’incontro col Mistero di Dio Amore, sei salita al piano superiore, avevi il cuore pieno di gioia e contenevi il segreto motivo per il quale noi siamo qui oggi. Il tuo sì divenga anche il nostro, il tuo “si faccia di me secondo la Tua Parola”, divenga anche il nostro sincero e spassionato aderire alla chiamata del Padre. Un ritornello di un canto mi viene in mente: “Noi ti cantiamo beata, gridiamo ancora il tuo «sì», i fiori sbocciano ancora e Dio con loro tra noi”… Allora insieme, come Chiesa in cammino, preghiamo: ”Rallegrati Maria, chiamata per Grazia, il Signore è con te”.

Così, Maria, vogliamo seguire tuo Figlio, speriamo in una maniera più spedita, lungo le nostre strade e ti chiediamo, per quella profonda comunione dei Santi che ci circonda e per quel mistero di servizio profondo ed efficace che hai reso alla Comunità degli apostoli riunita dopo la Resurrezione del Tuo Figlio, di sostenerci a correre verso gli altri con Cristo.

Giorgio Pisano

Ringraziamo il nostro carissimo amico don Giorgio e ci scusiamo con lui per la pubblicazione della versione un po’ “mutilata” della sua bella testimonianza!

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