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	<title>Piccoli Fratelli di Jesus Caritas</title>
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		<title>Da Dan a Bersabea. Samaria: Burkin, Dotan e Sebastya</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 05:53:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Da Dan a Bersabea]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Riprendiamo, dopo lunga sosta, il nostro andare da Dan a Bersabea.</p> <p>Da Nazaret dobbiamo puntare su Gerusalemme. Chi vuole salire alla Santa però può scegliere tra tre itinerari, che sono assolutamente diversi per paesaggio, clima e caratteristiche degli abitanti.</p> <p> </p> <p>&#160;</p> <p>Eccoli i tre itinerari possibili:</p> <p>Nazaret, Afula, Bet-She’an, Gerico, Gerusalemme</p> <p>Nazaret, Afula, Jenin, <span style="color:#777"> . . . &#8594; Read More: <a href="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/blog/2012/05/16/2971/">Da Dan a Bersabea. Samaria: Burkin, Dotan e Sebastya</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/DSC_0217.jpg" alt="" width="640" height="480" />Riprendiamo, dopo lunga sosta, il nostro andare da Dan a Bersabea.</p>
<p>Da Nazaret dobbiamo puntare su Gerusalemme. Chi vuole salire alla <em>Santa</em> però può scegliere tra tre itinerari, che sono assolutamente diversi per paesaggio, clima e caratteristiche degli abitanti.</p>
<p><span id="more-2971"></span><br />
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<strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Eccoli i tre itinerari possibili</strong>:</p>
<p>Nazaret, Afula, Bet-She’an, Gerico, Gerusalemme</p>
<p>Nazaret, Afula, Jenin, Sebastya, Nablus, Ramallah, Gerusalemme</p>
<p>Nazaret, Haifa, Cesarea Marittima, Tel Aviv-Iafo, Bet Shemesh, Gerusalemme</p>
<p>Noi li percorreremo tutti e tre. Sono infatti luoghi troppo importanti per tralasciarne qualcuno, Cominceremo però dal secondo tracciato che attraversa la Samaria e che, sembra, fosse quello prediletto dai nazaretani. Sicuramente lo fu dal nostro fr. Charles.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" src="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/DSC05496.jpg" alt="" width="350" height="262" />Da Nazaret scendiamo ad Afula la città sorta negli anni ’50 del secolo scorso al centro della pianura di Izreel. Passato il controllo al ceck point per entrare in territorio palestinese raggiungiamo Jenin dove ci attende abouna Vito, parroco dei cattolici di rito latino e guida esperta ai luoghi santi.</p>
<p style="text-align: justify;">Devo confessare che rimettere piede a Jenin mi provoca sempre una profonda emozione, nonostante siano passati dieci anni dai fatti tragici del 2002, durante la seconda intifada. Fatti che insieme a un giovane fratello, Julio, ebbi modo di vivere da vicino, per l’amicizia e la collaborazione che ci legava al parroco di allora, abouna Alfonso, e a suor Anna Maria e a suor Rosa, magnifiche figure di eroica testimonianza fraterna, non solo per i membri della piccola comunità cristiana, ma per tutta la popolazione di questa città di frontiera.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>BURKIN</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il primo luogo che visitiamo è Burkin, dove la tradizione pone uno dei miracoli più noti tra quelli operati da Gesù, la guarigione di dieci lebbrosi (Lc 17,11-19). Burkin è poco lontana da Jenin, ad ovest, dove le alture che chiudono la valle di Israele formano una stretta gola e la strada che vi si snoda sale fino alla valle di Dotan.</p>
<p style="text-align: justify;">Prima del villaggio, a sinistra della strada, si apre un’ampia grotta che la pietà popolare ha sempre considerato come il rifugio che accoglieva i dieci sventurati, condannati a vivere lontani dal consorzio umano. Oggi, incastonata, vi si può ammirare la piccola chiesa ortodossa. Un luogo ideale per riflettere e pregare. Un vero gioiello.</p>
<p style="text-align: justify;">Conserva, fra l’altro, i resti di quella che risaliva al periodo bizantino. Alcuni considerano questo luogo di culto come uno dei primissimi sorti nella terra del Santo.</p>
<p style="text-align: justify;">La nostra guida, prima di riprendere a salire, ci invita a guardare bene la zona che ci circonda perché, secondo lui, con ogni probabilità, questi sono i luoghi dove l’autore del libro di Giuditta, pone il teatro degli eventi narrati (cfr. Gdt 4,1ss e 7,1ss).</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>TEL DOTAN</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter" src="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/DSC05527.jpg" alt="" width="640" height="480" />Dopo aver visitato la chiesa cattolica posta al centro di Burkin raggiungiamo la valle di Dotan e ci fermiamo ai piedi del <em>tel</em>, presso due cisterne. Una è in parte riempita di terra perché dalla bocca spuntano i rami verdi di una pianta, mentre l’altra è profonda e sulla parete porta ancora infissi i ferri che servivano da scala per scendere all’interno.</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo con certezza presso il luogo dove Giuseppe fu venduto dai fratelli (Gn 37,12-36) ed è davvero toccante ascoltare la lettura biblica e rivivere il dramma nello scenario di questa vallata silente e luminosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Alcuni secoli dopo questi luoghi furono anche testimoni di un altro episodio della storia sacra, un episodio che ha le sfumature e la sottile ironia di molti racconti popolari. L’incredibile cattura operata dal profeta Eliseo di un intero esercito arameo inviato contro la città di Samaria (2Re 6,8-23).</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>SEBASTYA</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/DSC05538.jpg"><img class="size-full wp-image-2978 alignright" title="Porta di ingresso alla cittÃ  antica di Sebastya" src="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/DSC05538.jpg" alt="" width="487" height="365" /></a>Da Dotan prendiamo la strada verso l’antica capitale del regno del Nord, Samaria, come la chiamò il re Omri quando la fondò nell’850 e vi trasferì la sede da Tirsa. Nome che Erode cambiò in Sebastya (Augusta) in onore di Cesare Augusto. Nome che il sito archeologico e il piccolo villaggio che oggi vi si trova conservano tuttora.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo primo tratto dell’itinerario, e ancora di più dopo aver percorso l’intera regione, rimaniamo affascinati dalla bellezza incontaminata dei luoghi: le alture ricoperte di ulivi e di fichi, le vallate con i campi appena trebbiati che si alternano con altri ricchi di verdi culture estive.</p>
<p style="text-align: justify;">Giunti presso il sito che si trova su un’alta collina, completamente isolata e ideale per la difesa, raggiungiamo con una strada scoscesa le torri che proteggevano la porta di accesso alla città.</p>
<p style="text-align: justify;">La sosta ci permette di ammirare la manifattura pregevole e possente dell’opera e immaginare quello che doveva essere questa città. D’altra parte alcune invettive del profeta Amos contro il lusso sfrenato degli abitanti, il benessere eletto a sistema di vita e l’idolatria (Am 4,1-4; 5,11-12; 6,4-7) danno una idea ancora più chiara di quella che poteva essere la realtà.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto crollò quando il re di Assiria, nel 721, prese e rase al suolo la città. La popolazione fu deportata e al posto di questa furono importate altre popolazioni vinte in altre terre. Questi nuovi arrivati, che si fusero con i contadini più poveri che erano stati risparmiati dalla deportazione, diedero origine ai <em>samaritani</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando però Tito fondò, presso l’antica Sichem, la nuova città di <em>Flavia Neapolis</em> (l’attuale Nablus) Sebastya cominciò a perdere importanza e finì per diventare, verso il quinto secolo dopo Cristo, poco più di una borgata. Ebbe poi un nuovo momento di gloria con i crociati, che costruirono una grandiosa basilica in onore di Giovanni il battista, del quale la primitiva comunità cristiana sembra avesse conservato qui una preziosa reliquia.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Le ricerche archeologiche del 1908-10, 1931-35 e 1965-68 hanno riportato alla luce quanto abbiamo potuto ammirare durante la nostra visita lunga e interessantissima. I vari resti sono sparsi sulla collina che va visitata seguendo vari sentieri. Li enumeriamo tenendo conto dei periodi storici:</p>
<p><strong>periodo del regno di Israele</strong>:<br />
1- La porta di entrata, protetta da due torri e di cui abbiamo già parlato.<br />
2- Il palazzo del re di Israele costruito da Omri e ingrandido da Acab e Geroboamo II.<br />
3- Le fortificazioni con la doppia cinta di difesa, dove si trovano anche i magazzini per i momenti di assedio.</p>
<p><a href="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/DSC05564.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2980" title="Resti del palazzo di Omri" src="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/DSC05564.jpg" alt="" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>periodo ellenistico e romano</strong>:<br />
4- Torre del quarto-terzo secolo, una delle più belle costruzioni ellenistiche conservate in Palestina.<br />
5- Foro romano e basilica civile.<br />
6- Teatro romano.<br />
7- Tempio di Augusto o <em>Augusteo</em>, sull’acropoli. Si può ammirare la grande scalinata di accesso.<br />
8- Strada romana. Partiva dalla porta di ingresso ed era lunga ottocento metri e larga circa quindici, fiancheggiata da portici e botteghe. Dei portici si conservano tuttora moltissime colonne.<br />
9- Necropoli romana, vicina ai resti della basilica crociata, lasciata in un incredibile stato di abbandono per ragioni politiche.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>periodo cristiano:</strong><br />
10- chiesa ortodossa di san Giovanni che risale al quinto secolo e mostra segni di vari rifacimenti e di cui è prevista una prossima adeguata ristrutturazione.<br />
11- Basilica crociata di san Giovanni Battista. Fu edificata nel 1165 fuori della cinta muraria, sul luogo di una chiesa bizantina nella cui cripta erano conservate le tombe del precursore e dei profeti Eliseo e Abdia. La cripta è ben conservata e vi si può accedere grazie ad una lunga scala oggi ben illuminata.</p>
<p style="text-align: justify;">L’ex basilica, che si trova al centro del villaggio, è uno dei monumenti meglio conservati. Anche perché parte di essa fu trasformata in moschea. Proprio in questi giorni viene restaurata e vengono riportate a nudo le belle pareti in pietra.</p>
<p style="text-align: justify;">Parte dell’ex convento a fianco della basilica è stato adattato a ostello, grazie alla collaborazione di alcuni enti, anche italiani, creando un luogo veramente accogliente e godibile per singoli e piccoli gruppi.</p>
<p><em>fratel Alvaro</em></p>
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		<title>Un&#8217;amica in fraternità</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 13:08:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nazaret]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Non possiamo non parlare di Pia. Le ultime due settimane sono state allietate dalla sua presenza nella fraternità di Nazaret.</p> <p style="text-align: justify;">Pia è un’amica di lunga data che da diversi anni non ha mai smesso di seguirci, anche attraverso il blog, interagendo con i suoi numerosi, fedeli e preziosi messaggi che ha <span style="color:#777"> . . . &#8594; Read More: <a href="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/blog/2012/05/11/unamica-in-fraternita/">Un&#8217;amica in fraternità</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/DSC_0132.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2954" title="In ascolto della guida!" src="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/DSC_0132.jpg" alt="" width="640" height="427" /></a>Non possiamo non parlare di Pia. Le ultime due settimane sono state allietate dalla sua presenza nella fraternità di Nazaret.</p>
<p style="text-align: justify;">Pia è un’amica di lunga data che da diversi anni non ha mai smesso di seguirci, anche attraverso il blog, interagendo con i suoi numerosi, fedeli e preziosi messaggi che ha lasciato qua e là dopo aver letto tutti i nostri articoli.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-2953"></span><br />
<embed type="application/x-shockwave-flash" width="800" height="533" src="https://picasaweb.google.com/s/c/bin/slideshow.swf" flashvars="host=picasaweb.google.com&amp;captions=1&amp;hl=en_US&amp;feat=flashalbum&amp;RGB=0x000000&amp;feed=https%3A%2F%2Fpicasaweb.google.com%2Fdata%2Ffeed%2Fapi%2Fuser%2Fpfnazareth%2Falbumid%2F5741258782911742241%3Falt%3Drss%26kind%3Dphoto%26hl%3Den_US" pluginspage="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer"></embed><br />
Una presenza discreta, ma molto significativa, capace di condividere con piccoli gesti, con la sua grande capacità di servizio e con la sua costanza nella preghiera, l’amicizia e la riconoscenza. Ma dobbiamo dire che il suo soggiorno è stato per noi un regalo prezioso del Signore perché ci ha dato modo, ancora una volta, di condividere la nostra vocazione con quella di una madre di famiglia, che ci ha fatto toccare concretamente i problemi e le gioie che i fratelli laici vivono in questo mondo un po’ dissestato.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/DSC_01631.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2956" title="Alle sorgenti del Giordano" src="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/DSC_01631-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>La sua è un’esperienza di fede profonda e di grande curiosità, che si può scorgere nei racconti dei suoi numerosi viaggi, specialmente nei paesi tanto amati del mondo arabo. Un legame speciale però lo custodisce con la Terra Santa, verso la quale ha sviluppato una notevole sensibilità, non solo nei confronti dei luoghi che raccontano la storia e la vita di Gesù, ma pure verso i problemi concreti che i popoli e le persone vivono nella società di oggi.</p>
<p style="text-align: justify;">Con lei abbiamo visitato alcune zone, ritornando agli splendidi paesaggi del nord di Israele, ai confini con Libano e Siria, e spingendoci nel cuore della Samaria toccando siti archeologici meno conosciuti ma non meno interessanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Più di ogni altra cosa, però, rimarranno nel nostro ricordo i giorni condivisi a Nazaret (con la sua incredibilmente morigerata alimentazione!!!), nella più grande semplicità. Infondo era questo il suo obiettivo principale: immergersi nella vita e nella spiritualità di Nazaret. Fra due giorni ritornerà alla vita quotidiana della sua famiglia a Montichiari. Ma questa partenza non comporta un distacco perché siamo certi della reciproca vicinanza e siamo sicuri che ci risentiremo in vari modi, non ultimo attraverso gli articoli e i commenti che sovente leggeremo su queste pagine.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>fratel Marco</em></p>
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		<title>Ricordando il Concilio Vaticano II</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 13:33:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Parrocchie]]></category>
		<category><![CDATA[Sassovivo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Ho trovato questo bel video nel canale video delle ACLI. Per chi vuole vivere nella Chiesa con le intuizioni del Concilio e per chi avesse alcuni minuti da dedicargli.</p> <p></p> ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho trovato questo bel video nel canale video delle ACLI. Per chi vuole vivere nella Chiesa con le intuizioni del Concilio e per chi avesse alcuni minuti da dedicargli.</p>
<p><object width="640" height="480"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/ZnHqDLbuNFg?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="480" src="http://www.youtube.com/v/ZnHqDLbuNFg?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Quando a rischiare sono gli altri</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 06:19:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Nazaret]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Non conosco la risonanza che ha avuto in Europa e in Italia la notizia, ma immagino le conseguenze che potrebbe avere in Medio Oriente l’atto gravemente irresponsabile compiuto da un pastore statunitense nei giorni scorsi.</p> <p style="text-align: justify;">Non era nuovo a questo tipo di comportamenti tanto provocatori quanto pericolosi e dannosi. Nel marzo <span style="color:#777"> . . . &#8594; Read More: <a href="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/blog/2012/05/07/quando-a-rischiare-sono-gli-altri/">Quando a rischiare sono gli altri</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/DSC_0046.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2942" title="DSC_0046" src="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/DSC_0046.jpg" alt="" width="640" height="427" /></a>Non conosco la risonanza che ha avuto in Europa e in Italia la notizia, ma immagino le conseguenze che potrebbe avere in Medio Oriente l’atto gravemente irresponsabile compiuto da un pastore statunitense nei giorni scorsi.<span id="more-2939"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Non era nuovo a questo tipo di comportamenti tanto provocatori quanto pericolosi e dannosi. Nel marzo 2011 Terry Jones si era già cimentato nel rogo del Corano e, alcuni giorni fa (il 30 aprile 2012) ha ripetuto il gesto in presenza di alcune persone che hanno diligentemente filmato e diffuso il tutto. Questa volta la motivazione era la protesta contro la carcerazione di un pastore cristiano in Iran, imprigionato dal 2009 per il solo motivo di aver abbracciato la fede in Cristo, lasciando quella islamica.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/DSC_0063.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2943" title="DSC_0063" src="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/DSC_0063-200x300.jpg" alt="" width="238" height="357" /></a>Un paese in cui non si possa scegliere liberamente il proprio credo non si può certo definire democratico, e dove addirittura si procede all’arresto ed alla detenzione per questo motivo, si può definire addirittura “fondamentalista” o “estremista” e si può sicuramente accusare di gravi violazioni contro i diritti umani.</p>
<p style="text-align: justify;">Allo stesso modo però credo si possa definire il gesto del pastore che, cavalcando l’onda della sua già triste fama, compie un atto così pesante, intollerante e offensivo della sensibilità religiosa altrui. Non si tratta affatto, è ovvio, di giustificare la detenzione del povero pastore cristiano in Iran, ma è certo che il gesto in sé non è né costruttivo, né adeguato. Anch’esso è un gesto violento che genera altra violenza. E bisogna aggiungere pure che non è giusto comportarsi in modo tale che il prezzo del nostro comportamento lo paghino altri. Sì, perché già lo scorso anno, il corano bruciato, causò una reazione violenta nei confronti dei cristiani in alcuni paesi arabi. Così c&#8217;è il rischio che anche quest’anno la sua plateale ed incauta provocazione non aiuterà di sicuro la già difficile condizione dei cristiani in Medio Oriente e nel nord Africa.</p>
<p style="text-align: justify;">Sì, perché la situazione dei cristiani nel mondo risulta essere sempre più pericolosa e difficile. La persecuzione, l’oppressione, l’emarginazione, il martirio, sono dunque condizioni normali dei discepoli di Gesù in molti paesi del mondo. Quando si affermava che il secolo scorso era nuovamente il secolo dei martiri non ci si sbagliava e il secolo che si è aperto davanti a noi non ha cambiato il suo andamento. La testimonianza fino alla morte è ancora l’orizzonte vitale di molti credenti, senza bisogno che ci siano esterni a fomentare odio ingiustificato e cruento.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo ritengo che il fondamentalismo e l’estremismo vada condannato, da qualunque parte esso venga, perché non può mai condurre alla libertà, alla democrazia ed alla convivenza pacifica. Il fondamentalismo genera altro fondamentalismo, come la violenza non può che generare altra violenza.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>fratel Marco</em></p>
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		<title>«Alberi della foresta… Ogni vivente benedica il Signore»</title>
		<link>http://www.jesuscaritas.it/wordpress/blog/2012/05/02/%c2%abalberi-della-foresta%e2%80%a6-ogni-vivente-benedica-il-signore%c2%bb/</link>
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		<pubDate>Wed, 02 May 2012 12:37:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovannimarco</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Escursioni]]></category>
		<category><![CDATA[fraternità]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Può sembrare strano che noi che abbiamo la grazia di vivere in un posto così speciale come è l’Abbazia di Sassovivo, sentiamo l’esigenza di passare due giorni alla ricerca di altri posti non meno particolari come Camaldoli, Romena e la Verna…</p> <p style="text-align: justify;">è come se uno che vive all’isola d’Elba decidesse di fare <span style="color:#777"> . . . &#8594; Read More: <a href="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/blog/2012/05/02/%c2%abalberi-della-foresta%e2%80%a6-ogni-vivente-benedica-il-signore%c2%bb/">«Alberi della foresta… Ogni vivente benedica il Signore»</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/numero1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2917" title="numero1" src="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/numero1.jpg" alt="" width="640" height="480" /></a>Può sembrare strano che noi che abbiamo la grazia di vivere in un posto così speciale come è l’Abbazia di Sassovivo, sentiamo l’esigenza di passare due giorni alla ricerca di altri posti non meno particolari come Camaldoli, Romena e la Verna…</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-2916"></span><embed type="application/x-shockwave-flash" width="800" height="533" src="https://picasaweb.google.com/s/c/bin/slideshow.swf" flashvars="host=picasaweb.google.com&amp;captions=1&amp;hl=it&amp;feat=flashalbum&amp;RGB=0x000000&amp;feed=https%3A%2F%2Fpicasaweb.google.com%2Fdata%2Ffeed%2Fapi%2Fuser%2F104089844329150868038%2Falbumid%2F5737902174514718289%3Falt%3Drss%26kind%3Dphoto%26hl%3Dit" pluginspage="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer"></embed>è come se uno che vive all’isola d’Elba decidesse di fare le vacanze in Sicilia! Eppure possiamo assicuravi che di silenzio, di bellezza e di preghiera non ci si può mai saziare. Così siamo partiti in quattro verso questi luoghi toscani che la natura ha riempito di cose meravigliose e che i santi hanno prediletto e scelto per farne luoghi privilegiati di incontro col Signore.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/numero22.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2920" title="numero2" src="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/numero22-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>La maestosa foresta che circonda Camaldoli sembra una serie di frecce puntate verso il cielo, tronchi dritti e altissimi che la natura con la sua pazienza ci ha regalato. Quando San Romualdo esattamente mille anni fa è arrivato da queste parti ha trovato già un ospizio per i pellegrini e vi ha insediato una comunità di monaci che vivessero lì nella preghiera e nel lavoro di accoglienza e cura dei viandanti (ancora oggi tutto questo continua, anche se del luogo di cura rimane solo la “folkloristica” farmacia). Più in alto poi ha costruito un eremo dove altri monaci potessero vivere la solitudine. Lo stemma dei monaci camaldolesi è costituito da un unico calice dove si abbeverano due colombe che rappresentano la vita eremitica e la vita cenobitica. Due esperienze che si completano e si aiutano a vicenda. Che bello è stato soprattutto celebrare l’eucaristia con i monaci. Pacatezza, silenzio, lentezza, compostezza, canto curatissimo… ingredienti che ti aiutano veramente a sentire la presenza del risorto.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/numero3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2921" title="numero3" src="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/numero3-300x225.jpg" alt="" width="210" height="158" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Seconda tappa del nostro piccolo pellegrinaggio è stata la fraternità di Romena, una antica pieve del XII secolo poco lontana da Camaldoli dove avevamo chiesto ospitalità per la notte, ma che poi da semplice luogo di albergo è diventata una piacevole tappa di spiritualità grazie alla lunga chiacchierata pomeridiana con don Gigi (dalla cui esperienza ha preso origine la fraternità) ed alla preghiera del mattino seguente. Un luogo che ha tra le sue radici anche l’esperienza fucoldiana e quindi è stato ancora più immediato il sentirci a casa.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/4numbero2.jpg"><img class="size-medium wp-image-2935 alignright" title="4numbero" src="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/4numbero2-300x212.jpg" alt="" width="300" height="212" /></a>Ultima tappa la Verna, il luogo delle stimmate di San Francesco. Anche qui la montagna con le sue rocce spettacolari e la foresta creano una cornice d’incanto. Francesco vi aveva trovato una delle grotte nelle quali trascorrere le sue Quaresime (ne faceva tre ogni anno!). Nelle spaccature delle rocce Francesco vedeva la memoria della morte di Gesù, perché le considerava provocate dal terremoto che era avvenuto in quel momento. Alla Verna poi avvenne la sua totale configurazione a Gesù con le stimmate; questa è stata la risposta del Signore ai tanti dubbi che Francesco aveva su quello che aveva combinato nella sua vita. Cosa fare in questo luogo se non un po’ di silenzio? Così ci siamo concessi un paio d’ore di preghiera per poi ritrovarci ed incamminarci verso casa colmi di gioia. Ci siamo detti in macchina sulla strada del ritorno: che bella la Chiesa dove tante esperienze così diverse trovano posto: eremiti, cenobiti, frati francescani, originali fraternità come Romena, piccoli fratelli…e chi più ne ha più ne metta. Altro che l’arca di Noè!</p>
<p><em>Fratel Gabriele</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Nuovo numero di JCQ</title>
		<link>http://www.jesuscaritas.it/wordpress/blog/2012/04/27/nuovo-numero-di-jcq-3/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 20:03:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[fraternità]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il nuovo numero di Jesus Caritas Q è online. All&#8217;interno troverete una riflessione sulla Pasqua di fratel Gian Carlo; ad esso si unisce un&#8217;approfondimento sulla vita religiosa. Riportiamo pure il saluto del vescovo Franco alla fraternità del Goleto ed un ricordo del Vescovo emerito di Foligno, Arduino Bertoldo, ritornato al Padre nelle scorse <span style="color:#777"> . . . &#8594; Read More: <a href="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/blog/2012/04/27/nuovo-numero-di-jcq-3/">Nuovo numero di JCQ</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il nuovo numero di Jesus Caritas Q è <a href="http://issuu.com/piccolifratellijc/docs/jcq_7-8_2012?mode=window&amp;backgroundColor=%23222222"><strong>online</strong></a>. All&#8217;interno troverete una riflessione sulla Pasqua di fratel Gian Carlo; ad esso si unisce un&#8217;approfondimento sulla vita religiosa. Riportiamo pure il saluto del vescovo Franco alla fraternità del Goleto ed un ricordo del Vescovo emerito di Foligno, Arduino Bertoldo, ritornato al Padre nelle scorse settimane.</p>
<p style="text-align: justify;">A tutti buona lettura!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>I cristiani in Terra Santa</title>
		<link>http://www.jesuscaritas.it/wordpress/blog/2012/04/26/i-cristiani-in-terra-santa/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 18:52:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nazaret]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: left;">Segnaliamo questo video per chi mastica un po&#8217; di inglese. Si tratta di un video interessante, tratto dal sito &#8220;60 minutes&#8221;, sulla realtà dei cristiani in Terra Santa.</p> <p></p> ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Segnaliamo questo video per chi mastica un po&#8217; di inglese. Si tratta di un video<strong></strong> interessante,  tratto dal sito <strong>&#8220;60 minutes&#8221;</strong>, sulla realtà dei cristiani in Terra Santa.</p>
<blockquote><p><embed type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="369" src="http://cnettv.cnet.com/av/video/cbsnews/atlantis2/cbsnews_player_embed.swf" scale="noscale" salign="lt" background="#333333" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" flashvars="si=254&amp;&amp;contentValue=50123562&amp;shareUrl=http://www.cbsnews.com/video/watch/?id=7406228n&amp;tag=contentBody;storyMediaBox"></embed></p></blockquote>
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		<title>La tempesta</title>
		<link>http://www.jesuscaritas.it/wordpress/blog/2012/04/23/la-tempesta/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 08:12:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nazaret]]></category>
		<category><![CDATA[Spiritualità]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Stavo seduto sotto la veranda dell’eremo per la mia lettura pomeridiana. Una giornata calda, con una cappa di nubi e foschia che rendeva l’aria immobile e infuocata. Ad un tratto un nugolo di insetti sul mio corpo. Un rumore lontano, quasi come una voce roca e potente si avvicinava velocemente. In un attimo <span style="color:#777"> . . . &#8594; Read More: <a href="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/blog/2012/04/23/la-tempesta/">La tempesta</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/DSC_0237.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2889" title="DSC_0237" src="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/DSC_0237.jpg" alt="" width="640" height="427" /></a>Stavo seduto sotto la veranda dell’eremo per la mia lettura pomeridiana. Una giornata calda, con una cappa di nubi e foschia che rendeva l’aria immobile e infuocata. Ad un tratto un nugolo di insetti sul mio corpo. Un rumore lontano, quasi come una voce roca e potente si avvicinava velocemente. In un attimo si è scatenata una tempesta di vento, mai vista prima di allora nella mia vita. L’atmosfera è diventata ancora più grigia e cupa; il vento soffiava violento su ogni cosa. Mi sono rifugiato nell’unico lato “sotto coperta” della piccola casa e lì mi sono fermato a guardare… e a pensare.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-2888"></span><br />
<embed type="application/x-shockwave-flash" width="800" height="533" src="https://picasaweb.google.com/s/c/bin/slideshow.swf" flashvars="host=picasaweb.google.com&amp;captions=1&amp;hl=en_US&amp;feat=flashalbum&amp;RGB=0x000000&amp;feed=https%3A%2F%2Fpicasaweb.google.com%2Fdata%2Ffeed%2Fapi%2Fuser%2Fpfnazareth%2Falbumid%2F5734504897685044673%3Falt%3Drss%26kind%3Dphoto%26hl%3Den_US" pluginspage="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer"></embed><br />
La mia mente ha fatto un salto di secoli. È andata al profeta Elia che nel suo peregrinare verso il monte Oreb fa l’esperienza del “vento che si abbatte gagliardo” prima di scoprire la presenza di Dio nella “brezza di un vento leggero”. Ma poi, immediatamente, un balzo in avanti di centinaia di anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Come sono reali i Vangeli! Su questo lago, una notte misteriosa, Gesù e i discepoli sulla barca. Il maestro dorme e improvvisamente si abbatte sul mare (il lago di Tiberiade!) una tempesta di onde e di vento. Doveva essere come questa. Dalla mia visuale sul lago ho intravisto un’imbarcazione, solitamente usata per i pellegrini, che lentissimamente, faticosamente, si dirigeva verso il “porto sospirato”. Le onde erano visibili anche dalla mia postazione…</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/DSC_0255.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2890" title="DSC_0255" src="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/DSC_0255-300x200.jpg" alt="" width="378" height="252" /></a>“Non ti importa che siamo perduti?” (Mc 4,38). “Taci, calmati!” (Mc 4,39). Gesù ha sgridato il vento e il mare e improvvisamente si è fatta una grande bonaccia. Il passaggio, ora lo posso vedere con i miei occhi, è stato brusco e inaudito. Da questo infuriare del vento e delle onde, ad uno stato di silenziosa pace tra le acque calme e sopite come le ho potute vedere questa mattina stessa.</p>
<p style="text-align: justify;">E poi quelle domande: “Perché avete paura? Non avete ancora fede?” (Mc 4,40). Perché nella vita la tempesta può abbattersi così violenta e improvvisa, Signore? È la domanda che mi sono posto quando stavo, seduto e impotente, a guardare gli alberi e gli uccelli che lottavano con tutte le loro forze per contrastare la veemenza del vento. <em>Stare</em> nella tempesta. Era l’unica cosa che, tutte noi creature, potevamo fare in quel momento. Ma Gesù è presente, anche se talvolta può dormire di un sonno così profondo che, apparentemente, sembra essere addirittura assente. Perché aver paura dunque? Siamo uomini, Maestro, e quando la tempesta ci sorprende rimaniamo interdetti, spauriti. Abbiamo bisogno che tu ti svegli e fai tacere il vento e il mare per far tornare la bonaccia.</p>
<p style="text-align: justify;">Allora, come Pietro in un’altra notte tempestosa, ho ripetuto l’invocazione: “Signore, salvami!”.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono passate alcune ore… Tutto si è fatto silenzio. E pace.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>fratel Marco</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Dalle rive del mare di Galilea</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Apr 2012 09:36:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nazaret]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Due settimane di solitudine e silenzio. Come già detto in queste pagine il ritiro è un’esperienza che tutti noi Piccoli Fratelli, di tanto in tanto, facciamo. Gli ultimi quindici giorni circa sono stato al monte delle beatitudini per un tempo di preghiera. Non ho resistito alla tentazione di portare con me la macchina <span style="color:#777"> . . . &#8594; Read More: <a href="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/blog/2012/04/20/dalle-rive-del-mare-di-galilea/">Dalle rive del mare di Galilea</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/DSC_0086.jpg"><img class="size-full wp-image-2885 aligncenter" title="I corni di Hittyn" src="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/DSC_0086.jpg" alt="" width="640" height="427" /></a>Due settimane di solitudine e silenzio. Come già detto <a href="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/blog/2011/11/19/dentro-il-deserto/">in queste pagine</a> il ritiro è un’esperienza che tutti noi Piccoli Fratelli, di tanto in tanto, facciamo. Gli ultimi quindici giorni circa sono stato al monte delle beatitudini per un tempo di preghiera. Non ho resistito alla tentazione di portare con me la macchina fotografica (d’altra parte ormai sono giornalista…), non per distrarmi ma per fermare alcuni “sguardi di contemplazione”. Non aggiungo parole. Preferisco che a parlare siano le immagini.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>fratel Marco</em></p>
<p><em></em><span id="more-2884"></span><br />
<embed type="application/x-shockwave-flash" width="800" height="533" src="https://picasaweb.google.com/s/c/bin/slideshow.swf" flashvars="host=picasaweb.google.com&amp;captions=1&amp;hl=en_US&amp;feat=flashalbum&amp;RGB=0x000000&amp;feed=https%3A%2F%2Fpicasaweb.google.com%2Fdata%2Ffeed%2Fapi%2Fuser%2Fpfnazareth%2Falbumid%2F5733412094493726273%3Falt%3Drss%26kind%3Dphoto%26hl%3Den_US" pluginspage="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer"></embed></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Dal Vostro fratello Vescovo don Franco&#8230;</title>
		<link>http://www.jesuscaritas.it/wordpress/blog/2012/04/14/dal-vostro-fratello-vescovo-don-franco/</link>
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		<pubDate>Sat, 14 Apr 2012 18:28:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovannimarco</dc:creator>
				<category><![CDATA[condivisione]]></category>
		<category><![CDATA[fraternità]]></category>
		<category><![CDATA[Goleto]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: center;"> </p> <p style="text-align: justify;">Scorrendo gli ultimi articoli amici e visitatori potrebbero chiedersi se il blog parli dei piccoli fratelli oppure se si tratti di un portale web vescovile! Ci sembra però importante condividere</p> <p style="text-align: justify;"></p> <p style="text-align: center;"></p> <p style="text-align: right;">&#160;</p> <p style="text-align: justify;">con voi oggi l&#8217;affetto e il ringraziamento per <span style="color:#777"> . . . &#8594; Read More: <a href="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/blog/2012/04/14/dal-vostro-fratello-vescovo-don-franco/">Dal Vostro fratello Vescovo don Franco&#8230;</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/Mons.jpg"></a><a href="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/stemmaalfano.jpg"><br />
</a><img class="aligncenter size-full wp-image-2865" title="Mons" src="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/Mons.jpg" alt="" width="600" height="470" /></p>
<p style="text-align: justify;">Scorrendo gli ultimi articoli amici e visitatori potrebbero chiedersi se il blog parli dei piccoli fratelli oppure se si tratti di un portale web vescovile! Ci sembra però importante condividere</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-2864"></span></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/Mons3.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2868" title="Mons3" src="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/Mons3.jpg" alt="" width="576" height="386" /></a></p>
<p style="text-align: right;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">con voi oggi l&#8217;affetto e il ringraziamento per Mons. Francesco Alfano che, dalla guida della arcidiocesi di S.Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia è ora inviato come pastore della diocesi di Sorrento-Castellamare di Stabia. Vi riportiamo quindi la lettera di saluto che l&#8217;arcivescovo ha scritto ai nostri fratelli del Goleto dove traspare l&#8217;amicizia profonda oltre ad una splendida e generosa sintesi del messaggio e dello &#8220;stile&#8221; della comunità. Possa il nostro Beneamato Fratello e Signore Gesù continuare a splendere nel volto del nostro &#8220;fratello vescovo don Franco&#8221; ed in quello di noi tutti!</p>
<p><img class="size-full wp-image-2866" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto; border: 0px initial initial;" title="stemmaalfano" src="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/stemmaalfano.jpg" alt="" width="60" height="84" /></p>
<p><em>Carissimi Piccoli Fratelli…del Goleto,</em></p>
<p><em>la nostra “amicizia” in Cristo è ben radicata e porta tanti</em></p>
<p><em>frutti nella mia vita. Come non ringraziarvi ancora per il bene ricevuto?</em></p>
<p><em>Una testimonianza silenziosa e forte, nella fedeltà al Vangelo.</em></p>
<p><em>Una accoglienza generosa e libera, segno di profonda carità.</em></p>
<p><em>Una preghiera per nulla staccata dalla vita, oasi di pace per tanti.</em></p>
<p><em>Un servizio intelligente e affezionato alla Chiesa locale, senza mai</em></p>
<p><em>tirarsi indietro davanti alle esigenze varie della comunità.</em></p>
<p><em>Una partecipazione viva e costante alla storia quotidiana di quanti</em></p>
<p><em>chiedono di essere ascoltati e guidati, trovando in voi un punto</em></p>
<p><em>di riferimento fondamentale nella ricerca della verità dentro e su di sé.</em></p>
<p><em>Un segno forte e una provocazione efficace, affinché ci mettiamo</em></p>
<p><em>tutti in cammino per incontrare il Signore nel volto di ogni fratello.</em></p>
<p><em>Per me, in particolare: una piccola famiglia cristiana, dove si</em></p>
<p><em>respira aria di semplicità e di attenzione alla persona, di</em></p>
<p><em>condivisione e di comunione, di offerta generosa e nascosta</em></p>
<p><em>di se stessi per la crescita del Regno…</em></p>
<p><em>Il mio ministero episcopale in questa Chiesa, che amo e che porto</em></p>
<p><em>con me come dono del Signore, deve a voi moltissimo:</em></p>
<p><em>Grazie!!!</em></p>
<p style="text-align: center;">+ don Franco</p>
<p style="text-align: center;">Vostro fratello vescovo</p>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;"><em>Fratel Giovanni Marco</em></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/Mons1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2873" title="Mons1" src="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/Mons1.jpg" alt="" width="518" height="371" /></a></p>
]]></content:encoded>
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