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	<title>Piccoli Fratelli di Jesus Caritas</title>
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		<title>Tre dì: tra Roma e neve</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 22:01:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovannimarco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Escursioni]]></category>
		<category><![CDATA[fraternità]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">C’è chi fugge dalle previsioni catastrofiche del meteo e, anziché dirigersi verso l’appennino, emiliano preferisce rifugiarsi nella “calda” Roma…</p> <p style="text-align: justify;"> &#8230;è quello che abbiamo testato noi fratelli per una tre giorni di ritiro e svago dopo la sessione d’esami invernale. Grazie alle iniziative  di Gabriele, nostro &#8220;cittadino romano doc&#8221;, siamo stati <span style="color:#777"> . . . &#8594; Read More: <a href="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/blog/2012/02/05/2657/">Tre dì: tra Roma e neve</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/IMG_12521.jpg"><img class="size-full wp-image-2665 aligncenter" title="IMG_1252" src="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/IMG_12521.jpg" alt="" width="600" height="480" /></a>C’è chi fugge dalle previsioni catastrofiche del meteo e, anziché dirigersi verso l’appennino, emiliano preferisce rifugiarsi nella “calda” Roma…</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-2657"></span><br />
<embed type="application/x-shockwave-flash" width="800" height="533" src="https://picasaweb.google.com/s/c/bin/slideshow.swf" flashvars="host=picasaweb.google.com&amp;hl=it&amp;feat=flashalbum&amp;RGB=0x000000&amp;feed=https%3A%2F%2Fpicasaweb.google.com%2Fdata%2Ffeed%2Fapi%2Fuser%2F104089844329150868038%2Falbumid%2F5705686154559492497%3Falt%3Drss%26kind%3Dphoto%26hl%3Dit" pluginspage="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer"></embed><a href="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/IMG_1203.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2660" title="IMG_1203" src="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/IMG_1203-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>&#8230;è quello che abbiamo testato noi fratelli per una tre giorni di ritiro e svago dopo la sessione d’esami invernale. Grazie alle iniziative  di Gabriele, nostro &#8220;cittadino romano doc&#8221;, siamo stati infatti ospitati dalle Religiose della Croce del Sacro Cuore di Gesù, monache di clausura davvero affabili, disponibili, che osservano l&#8217;adorazione Eucaristica perpetua. Così abbiamo condiviso lo spazio della preghiera liturgica insieme alle suore, un ramo della famiglia della spiritualità della croce, frutto della vita e delle opere di Concepciòn Cabrera de Armida (Conchita). La venerabile nacque quattro anni dopo fr. Charles in Messico, fu madre di nove figli e nel 1906 ricevette &#8220;l&#8217;incarnazione mistica&#8221;, grazia centrale della sua vita.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/IMG_1208.jpg"><img class="size-medium wp-image-2664 alignright" title="IMG_1208" src="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/IMG_1208-300x225.jpg" alt="" width="266" height="199" /></a>Ma i giorni nella città eterna sono stati anche colmi di incontri intensi, significativi, sereni (beh, ad essere sinceri anche gustosi e rifocillanti visto che si è trattato di pranzi e cene!) con i &#8220;don&#8221; Remo, Luigi, Marco, nonchè i genitori di Gabriele. Per i nostri fratelli del Guatemala è stata anche l&#8217;occasione per respirare aria di casa dato che abbiamo fatto conoscenza con tre sacerdoti studenti del loro paese: il mondo è piccolo!</p>
<p style="text-align: justify;">Portiamo nel cuore il canto del vespro nella splendida Abbazia millenaria di S. Nilo a Grottaferrata, dove è presente una comunità di monaci basiliani di rito greco-bizantino. Ma non possiamo dimenticare le escursioni a teatro e alla mostra per l&#8217;unità d&#8217;Italia al Quirinale: le foto dello slideshow commentano meglio delle parole.</p>
<p style="text-align: justify;">Il finale non è proprio a buon fine, date le quattordici ore di viaggio non stop per tornare a Foligno causa neve. Sicché, se in quel momento il nostro animo non era quello del Siracide che loda il Signore poichè &#8220;Fa scendere la neve come uccelli che si posano, come cavallette che si posano è la sua discesa; l&#8217;occhio ammira la bellezza del suo candore  e il cuore stupisce nel vederla fioccare&#8221; (Sir 43,18), almeno possiamo sentirci fratelli delle migliaia di automobilisti bloccati dal maltempo e, forse, dopo il lungo viaggio, anche un pò come il prode di Davide &#8220;Benaià, uomo valoroso che scese anche in mezzo ad una cisterna in giorno di neve per uccidere un leone&#8221; (2Sam 23,20)…</p>
<p style="text-align: justify;">A Sassovivo, riposati, possiamo ora glorificare Dio per questi giorni di fraternità e così inneggiare a Colui che &#8220;Fa scendere la neve come lana, come polvere sparge la brina&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>fratel Giovanni Marco</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/IMG_1288.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2666" title="IMG_1288" src="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/IMG_1288.jpg" alt="" width="600" height="449" /></a><br />
</em></p>
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		<title>Preghiera per l&#8217;unità</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 15:02:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nazaret]]></category>
		<category><![CDATA[Spiritualità]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Anche se sono trascorsi alcuni giorni ci teniamo a ricordare questo evento. La settimana scorsa, nella cappella dell’Unità a Nazaret, si è tenuta la preghiera per l’unità dei Cristiani. Al termine della ormai consueta settimana di preghiera per l’unità dei cristiani che tutti gli anni, nelle chiese cristiane, si tiene dal 18 al <span style="color:#777"> . . . &#8594; Read More: <a href="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/blog/2012/02/03/2650/">Preghiera per l&#8217;unità</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/DSC_0026.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2651" title="DSC_0026" src="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/DSC_0026.jpg" alt="" width="640" height="427" /></a>Anche se sono trascorsi alcuni giorni ci teniamo a ricordare questo evento. La settimana scorsa, nella cappella dell’Unità a Nazaret, si è tenuta la preghiera per l’unità dei Cristiani. Al termine della ormai consueta settimana di preghiera per l’unità dei cristiani che tutti gli anni, nelle chiese cristiane, si tiene dal 18 al 25 gennaio.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-2650"></span><br />
<embed type="application/x-shockwave-flash" width="800" height="533" src="https://picasaweb.google.com/s/c/bin/slideshow.swf" flashvars="host=picasaweb.google.com&amp;captions=1&amp;hl=en_US&amp;feat=flashalbum&amp;RGB=0x000000&amp;feed=https%3A%2F%2Fpicasaweb.google.com%2Fdata%2Ffeed%2Fapi%2Fuser%2Fpfnazareth%2Falbumid%2F5704922591479183953%3Falt%3Drss%26kind%3Dphoto%26hl%3Den_US" pluginspage="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer"></embed><br />
Il luogo della preghiera era d’obbligo: la cappella che porta proprio il nome dell’unità, nel nuovo centro mariano internazionale “Maria di Nazaret”, nel quale vive la comunità di Chemin Neuf.</p>
<p style="text-align: justify;">La cappella ha offerto un’ambientazione suggestiva: le grandi finestre di vetro che danno su Nazaret e sulla Basilica dell’Annunciazione, hanno aiutato i presenti a focalizzare che Nazaret è la fonte dell’unità, come ha ricordato il vescovo Marcuzzo. A Nazaret ha iniziato a compiersi il mistero dell’Incarnazione che è mistero di unità, in quanto Dio e l’uomo sono UNO nella persona di Gesù. E di qui ogni unità, per il cristiano, prende senso e significato.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/DSC_0032.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2652" title="DSC_0032" src="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/DSC_0032.jpg" alt="" width="480" height="320" /></a>Purtroppo non erano presenti le diverse confessioni cristiani, fatta eccezione per un rappresentante della chiesa anglicana.</p>
<p style="text-align: justify;">Rimane vero però che in questa terra, molto del dialogo ecumenico e interreligioso si fa nella vita quotidiana, per così dire, “dal basso”. La gente è molto più abituata a vivere gomito a gomito con persone di diverse confessioni religiose, partecipando spesso a riti di una confessione diversa dalla propria, senza grossi problemi. Pregare per l’unità dunque assume anche la tonalità dell’invocazione e della richiesta di una maggiore comunione a livello di Chiese cristiane, affinché ci si possa percepire e si possa vivere come un corpo unico, che abbia un impatto più significativo in una società in cui ormai i cristiani sono un’esigua minoranza (anche dagli ultimissimi sondaggi risulta che i cristiani sono il 2% della popolazione israeliana).</p>
<p style="text-align: justify;">Credo che l’ecumenismo in Terra Santa (quello che si attua a livello di popolo e quello che si auspica a livello più istituzionale) potrebbe essere un’esperienza da guardare con interesse e da approfondire in tutta la Chiesa, proprio per trarre indicazioni significative per la riflessione a livello teologico e per la proposta a livello pastorale: ritornare a Nazaret per riscoprire il mistero dell’unità.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>fratel Marco</em></p>
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		<title>Foligno e Libano insieme a Sassovivo</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 20:41:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovannimarco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In questi giorni a Sassovivo abbiamo ricevuto la visita di padre Mounir Khairallah che è stato nominato Vescovo della diocesi libanese di Batrun.</p> <p style="text-align: justify;"></p> <p></p> <p style="text-align: justify;">È uno strano gemellaggio quello che c’è tra la nostra antica abbazia e il paese dei cedri, che risale al 1130 quando venne portata <span style="color:#777"> . . . &#8594; Read More: <a href="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/blog/2012/01/30/foligno-e-libano-insieme-a-sassovivo/">Foligno e Libano insieme a Sassovivo</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/IMG_0027.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2644" title="IMG_0027" src="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/IMG_0027.jpg" alt="" width="657" height="437" /></a>In questi giorni a Sassovivo abbiamo ricevuto la visita di padre Mounir Khairallah che è stato nominato Vescovo della diocesi libanese di Batrun.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-2643"></span></p>
<p><embed type="application/x-shockwave-flash" width="800" height="533" src="https://picasaweb.google.com/s/c/bin/slideshow.swf" flashvars="host=picasaweb.google.com&amp;hl=it&amp;feat=flashalbum&amp;RGB=0x000000&amp;feed=https%3A%2F%2Fpicasaweb.google.com%2Fdata%2Ffeed%2Fapi%2Fuser%2F104089844329150868038%2Falbumid%2F5703514528365253153%3Falt%3Drss%26kind%3Dphoto%26hl%3Dit" pluginspage="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer"></embed></p>
<p style="text-align: justify;">È uno strano gemellaggio quello che c’è tra la nostra antica abbazia e il paese dei cedri, che risale al 1130 quando venne portata ai monaci la testa di San Marone, fondatore della chiesa del Libano. In occasione del giubileo del 2000 questa reliquia è stata riportata a casa sua e da questo episodio è nata una solida amicizia con la chiesa maronita di Batrun soprattutto nella figura di padre Mounir che era il parroco della cattedrale di quella città.</p>
<p style="text-align: justify;">In occasione della giornata mondiale della gioventù di Roma infatti ha portato un bel gruppo di giovani in pellegrinaggio e sono stati accolti dalle famiglie delle nostre parrocchie e l’anno seguente un gruppetto di folignati ha restituito la visita…e i contatti non si sono mai persi.</p>
<p style="text-align: justify;">Stamani abbiamo avuto la gioia di celebrare l’eucaristia con padre Mounir e con il nostro vescovo Gualtiero.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante l’omelia il futuro vescovo di Batrun ha detto che come nel 1130 la reliquia di San Marone venne portata a Sassovivo per preservarla dai pericoli derivanti dalle persecuzioni in corso nel medio oriente, così anche oggi i cristiani di quelle terre sono minacciati da tante ostilità e pericoli e devono sentire la vicinanza delle altre chiese nella preghiera e nella condivisione delle sofferenze.</p>
<p style="text-align: justify;">La bella testimonianza di padre Mounir di prete della chiesa maronita ormai alla vigilia dell’ordinazione episcopale ci ha toccati soprattutto per il suo amore per il Libano, per la sua gente, perché cresca il dialogo e si intensifichino gli sforzi per la pace…tutto questo ci auguriamo che lo Spirito possa compiere anche attraverso di lui.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>fratel Gabriele</em></p>
<p style="text-align: center;"><em><a href="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/IMG_0017.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2646" title="IMG_0017" src="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/IMG_0017.jpg" alt="" width="547" height="365" /></a><br />
</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Prime Comunioni a Saffurie</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 07:00:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Domenica scorsa giornata di prime Comunioni all’istituto di Saffurie (Sefforis) dove continuo il mio servizio di volontariato. Come già raccontato diverse volte, prosegue il mio piccolo contributo con questi ragazzi segnati da problemi molto pesanti nelle loro famiglie. </p> <p style="text-align: justify;">Nell’Istituto vivono circa 75 ragazzi e giovani. L’ottanta per cento sono musulmani, <span style="color:#777"> . . . &#8594; Read More: <a href="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/blog/2012/01/27/prime-comunioni-a-saffurie/">Prime Comunioni a Saffurie</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/DSC_0086.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2637" title="DSC_0086" src="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/DSC_0086.jpg" alt="" width="640" height="427" /></a>Domenica scorsa giornata di prime Comunioni all’istituto di Saffurie (Sefforis) dove continuo il mio servizio di volontariato. Come già raccontato diverse volte, prosegue il mio piccolo contributo con questi ragazzi segnati da problemi molto pesanti nelle loro famiglie. <span id="more-2636"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/DSC_0077.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2638" title="DSC_0077" src="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/DSC_0077-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Nell’Istituto vivono circa 75 ragazzi e giovani. L’ottanta per cento sono musulmani, mentre il restante venti per cento cristiani. Tra questi, nove, tra bimbi e bimbe, hanno celebrato la prima Comunione nella cappella delle suore di sant’Anna che gestiscono l’istituto. Una Messa molto semplice alla quale hanno partecipato anche alcuni dei familiari per ogni bambino. In realtà due sorelle non hanno avuto la gioia di poter condividere con genitori e parenti questo momento importante. Per loro non è stato facile ma, assieme alle suore, abbiamo cercato di esser loro vicini per rendere meno doloroso il momento.</p>
<p style="text-align: justify;">In generale possiamo dire però che la festa è stata bella ed emozionante. Purtroppo, per ovvi motivi, non possiamo riportare le foto. La privacy per questo tipo di realtà nello stato di Israele è molto stretta. Vi invitiamo però a pregare per questi ragazzi, per le loro famiglie, per il lavoro che cerchiamo di fare con loro, affinché possano crescere in un ambiente, per quanto possibile, sereno e possano così costruire una personalità forte ed equilibrata, capace di costruirsi un futuro.<br />
<em></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>fratel Marco</em></p>
<p><a href="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/DSC_0043.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2639" title="DSC_0043" src="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/DSC_0043.jpg" alt="" width="640" height="427" /></a></p>
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		<title>Nuovo JCQ</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 06:13:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[fraternità]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">E&#8217; uscito da un paio di giorni il nuovo numero del nostro giornale online JesuscaritasQ. All&#8217;interno una riflessione di fratel Gian Carlo sul Vangelo e sul nostro rapporto con Gesù; fratel Gabriele racconta poi in modo dettagliato il suo soggiorno in Terra Santa. Buona lettura!</p> ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">E&#8217; uscito da un paio di giorni il nuovo numero del nostro giornale online <a href="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/JCQ_1_2012.pdf">JesuscaritasQ</a>. All&#8217;interno una riflessione di fratel Gian Carlo sul Vangelo e sul nostro rapporto con Gesù; fratel Gabriele racconta poi in modo dettagliato il suo soggiorno in Terra Santa. Buona lettura!</p>
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		<title>Dimora nella Parola</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 07:57:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nazaret]]></category>
		<category><![CDATA[Spiritualità]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Qualche tempo fa’ un carissimo amico passato da Nazaret ci ha posto una domanda: come possiamo dire che viviamo il Vangelo? Molte volte alla sera facciamo fatica anche solo a ricordare la lettura della nostra lectio che apre la giornata. E come possiamo dire che l’abbiamo vissuta? Se questo è difficile per noi <span style="color:#777"> . . . &#8594; Read More: <a href="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/blog/2012/01/22/dimora-nella-parola/">Dimora nella Parola</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/IMG_0177.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2620" title="IMG_0177" src="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/IMG_0177.jpg" alt="" width="640" height="213" /></a>Qualche tempo fa’ un carissimo amico passato da Nazaret ci ha posto una domanda: <strong>come possiamo dire che viviamo il Vangelo?</strong> Molte volte alla sera facciamo fatica anche solo a ricordare la lettura della nostra lectio che apre la giornata. E come possiamo dire che l’abbiamo vissuta? Se questo è difficile per noi che leggiamo e rileggiamo interamente la Bibbia, che la studiamo, eventualmente conoscendo pure le lingue in cui è stata scritta, quanto più lo è per chi fa altre scelte di vita.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-2619"></span><br />
Devo dire che queste considerazioni mi sono rimaste molto dentro nei mesi successivi. È proprio vero. Se consideriamo la possibilità di dire, a fine giornata, che abbiamo vissuto la Parola proposta, per quanto mi riguarda, la maggior parte delle volte potrei dire che non l’ho vissuta; l’ho dimenticata. Ma a me sembra che la lectio e la lettura quotidiana della Scrittura non abbia come fine immediato quello della realizzazione di <em>quella </em>Parola di Dio, ma ancor più l’ingresso e il permanere nella dinamica della Parola.</p>
<p style="text-align: justify;">
<a href="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/DSC_0039.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2621" title="DSC_0039" src="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/DSC_0039-215x300.jpg" alt="" width="215" height="300" /></a>Una sana “dipendenza” dalla Parola che di giorno in giorno si va irrobustendo dentro di noi, per la forza della Parola e per la nostra determinazione a dimorarvi, a rimanervi, si costruisce e si rafforza indipendentemente dalla sensazione della sua realizzazione immediata. La Parola, il Verbo, il Logos, non è un insieme di frasi, ma una Persona, una Presenza; e, come per conoscere veramente un uomo o una donna sono necessari una vita intera, così è per Dio. La<strong> dinamica della Parola</strong> ci spinge a rimanere in relazione, a rimanere aperti, per lasciarci toccare, per lasciarci raggiungere, talvolta per lasciarci ferire dalla Parola.<br />
In questo modo si rimane alla Presenza, anche se quella specifica Parola non ci ha detto molto, oppure non la ricordiamo a sera. In fondo la Parola, il Verbo, sono altri nomi per dire il Figlio, Gesù, e ciò che egli ci ha fatto conoscere è proprio il volto di Dio che rivela l’Amore, che rivela il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo: un Dio che è in sé stesso Relazione. E <strong>rimanere nella dinamica della Parola</strong>, a mio avviso, si traduce, nel rimanere in relazione, disponibili all’ascolto e alla risposta, con una disposizione d’animo che abbraccia tutta la nostra vita e non solo il momento preciso in cui leggiamo la Scrittura, e non solo nell’ascolto a quel versetto della Bibbia. Ma anche in questo modo la Parola si realizza, si fa carne.</p>
<p style="text-align: justify;">
Non solo. La lettura sistematica e costante della Scrittura porta come effetto un progressivo, anche se forse non troppo immediatamente riconoscibile,<strong> cambiamento di mentalità</strong> e di sentimenti. In altre parole produce una lenta conversione. Ricordo le parole di un teologo ad un convegno: “se noi leggessimo tutti i giorni lo stesso giornale, finiremmo per pensare come pensa il giornale, con le stesse categorie, con lo stesso metro di giudizio; assorbiremmo le idee, la mentalità, il modo di sentire, oltre che il modo di vedere e giudicare i fatti della vita. Se noi leggiamo tutti i giorni la Scrittura, può avvenire la stessa cosa: lentamente assorbiremmo il modo di vedere le cose di Dio, il suoi criteri di giudizio, il suo sentire, il suo pensare…” E questo, a mio avviso, indipendentemente da quanto, a sera, possiamo dire di aver vissuto la Parola del giorno.<br />
Semplicemente dimoriamo nella Parola e lasciamo che sia Lei a lavorare dentro di noi, sapendo che ogni Parola che esce dalla sua bocca non torna a Lui senza effetto, senza aver compiuto ciò per cui l’ha inviata. (cfr. Is 55,10-11).<br />
<em>fratel Marco</em><a href="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/DSC_0078.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2622" title="DSC_0078" src="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/DSC_0078.jpg" alt="" width="640" height="427" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Impressioni a caldo&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 07:48:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovannimarco</dc:creator>
				<category><![CDATA[condivisione]]></category>
		<category><![CDATA[Nazaret]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Di ritorno dalla Terra Santa tante immagini sono impresse nella mente e nel cuore. Ammetto di non amare i viaggi, o meglio di non sentire in me l’esigenza di “spostarmi molto” dal luogo dove sono nato! Però devo altrettanto onestamente riconoscere che ogni volta che l’ho fatto ne ho avvertito la bellezza e <span style="color:#777"> . . . &#8594; Read More: <a href="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/blog/2012/01/17/impressioni-a-caldo/">Impressioni a caldo&#8230;</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/Nazaret-oggi-2.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-2611" title="Nazaret oggi 2" src="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/Nazaret-oggi-2-1024x768.jpg" alt="" width="640" height="480" /></a>Di ritorno dalla Terra Santa tante immagini sono impresse nella mente e nel cuore. Ammetto di non amare i viaggi, o meglio di non sentire in me l’esigenza di “spostarmi molto” dal luogo dove sono nato! Però devo altrettanto onestamente riconoscere che ogni volta che l’ho fatto ne ho avvertito la bellezza e la ricchezza.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-2606"></span> Non mi soffermo sui luoghi santi volutamente perchè già abbondantemente raccontati nelle altre pagine di questo sito.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/zefat-7.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2608" title="zefat (7)" src="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/zefat-7-225x300.jpg" alt="" width="245" height="325" /></a>Anzitutto l’immagine dei due popoli che vivono qui. Purtroppo con gli ebrei i contatti sono stati solo funzionali: vigilanza, militari armati fino ai denti, camerieri e negozianti…forse per questo non porto delle impressioni profonde, però questi giovani che vivono in perenne tensione fanno pensare, apparentemente sono dei “cattivi”, probabilmente sono solo “impauriti” come un’animale ferito…in tanti casi sembrano solo costretti a vivere in un conflitto che non vogliono. Questo ti sembra almeno alla prima impressione il popolo ebraico. Gli arabi invece sembrano spensierati e poetici come solo i poveri sanno essere…come solo chi non ha nulla da perdere riesce ad essere. Tantissimi bambini abituati a giocare nelle situazioni più incredibili…come quelli che ad Ebron giocavano a nascondino tra le macerie di negozi evacuati, sotto lo sguardo minaccioso ma insieme triste dei soldati israeliani. Mercati pieni di mercanzie coloratissime, traffico da paura, anziani che parlano tra loro, giovani che si arrangiano come possono…come quel poverissimo tassista che abbiamo incontrato per tre volte e che oltre ad indicarci la strada giusta per Ebron alla fine ha rifiutato la mancia e ci ha regalato una scatola di dolci!!</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/DSC_0156.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2609" title="DSC_0156" src="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/DSC_0156-200x300.jpg" alt="" width="174" height="262" /></a>Appena arrivato a Nazaret ho accompagnato Marco a celebrare l’eucaristia in una piccolissima parrocchia in un villaggio arabo…che desiderio di imparare l’arabo per poter parlare con gente che avverti subito tanto disponibile e calorosa…che invidia nell’ascoltare Marco scherzare con i bambini, celebrare la messa, salutare le persone. Ho avvertito subito una certa sintonia culturale…sarà per la confusione che ho  “respirato” da sempre nella mia Roma! Che dispiacere non poter parlare! Che piacere sentire che Marco ci sta riuscendo.</p>
<p style="text-align: justify;">Che bella soprattutto la nostra fraternità! Alvaro, Paolo e Marco sono accoglienti, generosi, pregano e lavorano…e attorno a loro hanno tanta gente che li circonda di affetto. Eppure Alvaro e Paolo non parlano arabo…si comunica con un impasto linguistico e gestuale incredibile…provare per credere. La signora Abla che ci porta il pranzo, Janette che prima della partenza da Nazaret ci riempie di ogni ben di Dio, Kaled che ci viene a trovare assieme a sua sorella e cucina per noi la carne alla brace. Non vorrei dare l’impressione che si mangi soltanto…però almeno si mangia in arabo! Il segno della fraternità vuole essere segno di presenza di Gesù, segno di pace in questa terra di conflitti. Anche se la vita si svolge maggiormente tra gli arabi, il popolo ebraico è sempre presente soprattutto nella preghiera di intercessione.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie ai miei fratelli</p>
<p style="text-align: justify;"><em>fratel Gabriele</em></p>
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		<title>Appartenere a Dio totalmente</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 07:41:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Charles de Foucauld]]></category>
		<category><![CDATA[fraternità]]></category>
		<category><![CDATA[Spiritualità]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Alcuni anni fa nel cortile della fraternità di Nazaret ascoltai il racconto di un episodio riguardante la vita di Charles de Foucauld. Fu una Piccola Sorella di Gesù a dirmi che cosa accadde proprio lì dove eravamo seduti: fr Charles portò ad una clarissa un povero, che non indossava nulla, perché gli facesse <span style="color:#777"> . . . &#8594; Read More: <a href="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/blog/2012/01/15/appartenere-a-dio-totalmente/">Appartenere a Dio totalmente</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/palestina-286.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2602" title="&lt;KENOX S760  / Samsung S760&gt;" src="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/palestina-286.jpg" alt="" width="640" height="480" /></a>Alcuni anni fa nel cortile della fraternità di Nazaret ascoltai il racconto di un episodio riguardante la vita di Charles de Foucauld. Fu una Piccola Sorella di Gesù a dirmi che cosa accadde proprio lì dove eravamo seduti: fr Charles portò ad una clarissa un povero, che non indossava nulla, perché gli facesse un abito. All’obiezione di quest’ultima, quel giorno era infatti domenica, fr Charles rispose che la carità non fa mai festa.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-2601"></span></p>
<p style="text-align: justify;">La sorella cucì un abito al povero. L’altra Piccola Sorella che era con noi al termine del racconto sospirò e disse: &#8220;Ah la carità!&#8221;. Non è infatti facile dire che cosa sia la carità. O meglio, dire che cosa sia  o chi sia la carità è relativamente semplice; la carità è Gesù Cristo. Mettere in pratica questa affermazione nelle molteplici vicende della vita, di cui il racconto precedente è solo un esempio, è invece assai arduo. Lo stesso René Voillaume evidenzia come si possa strumentalizzare la stessa carità per i propri interessi. In una sua lettera scrive infatti: &#8220;la carità non è forse talvolta, per noi un semplice pretesto per concederci soddisfazioni?&#8221;. La carità può dunque diventare un semplice pretesto per concederci soddisfazioni. E’ questo, continua il padre, &#8220;il rischio della vita di Nazaret&#8221;; infatti noi &#8220;siamo in mezzo ad uomini per i quali i piaceri di questo mondo possono dare un senso alla vita&#8221;. E’ ovvio che per noi il senso alla vita lo può e lo deve dare solo il Vangelo. Ecco perché dobbiamo continuamente &#8220;riesaminare la verità del nostro distacco dalle cose e dagli esseri in vista di Dio …per appartenere a Dio totalmente&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>fratel Roberto</em></p>
<p><a href="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/pentecoste-011.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2603" title="pentecoste 011" src="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/pentecoste-011.jpg" alt="" width="512" height="525" /></a></p>
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		<title>Un piacevole ritorno</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 07:51:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nazaret]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">C’è chi fa carte false per venire in Terra Santa. C’è invece chi, santa, considera già la terra che abita, e così non sente impellente la necessità di viaggiare per venire in questi luoghi. Non dico che il nostro fratello Gabriele appartenga ad una di queste due categorie, però è vero che non <span style="color:#777"> . . . &#8594; Read More: <a href="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/blog/2012/01/10/un-piacevole-ritorno/">Un piacevole ritorno</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/Gabriele-2012.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2598" title="Gabriele 2012" src="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/Gabriele-2012.jpg" alt="" width="640" height="360" /></a>C’è chi fa carte false per venire in Terra Santa. C’è invece chi, santa, considera già la terra che abita, e così non sente impellente la necessità di viaggiare per venire in questi luoghi. Non dico che il nostro fratello Gabriele appartenga ad una di queste due categorie, però è vero che non ha mai nascosto di essere molto attaccato alla sua Roma prima ed alla sua Italia poi.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-2596"></span><br />
<embed type="application/x-shockwave-flash" width="800" height="533" src="https://picasaweb.google.com/s/c/bin/slideshow.swf" flashvars="host=picasaweb.google.com&amp;captions=1&amp;hl=en_US&amp;feat=flashalbum&amp;RGB=0x000000&amp;feed=https%3A%2F%2Fpicasaweb.google.com%2Fdata%2Ffeed%2Fapi%2Fuser%2Fpfnazareth%2Falbumid%2F5695896366671584193%3Falt%3Drss%26kind%3Dphoto%26hl%3Den_US" pluginspage="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer"></embed><br />
Al di là di ormai superati attaccamenti il nostro Gabriele ci ha fatto il gradito regalo di una visita in questa settimana, senz’altro una delle più importanti che danno il giusto “la” alla vita della fraternità di Nazaret.<br />
Mancava dalla Terra Santa da qualche annetto ormai, così lo abbiamo subito portato a rinfrescare la memoria in un giro tra valle del Giordano, Gerusalemme, Betlemme e Al Khalil (Hebron). Un percorso davvero bello, accompagnato da un fresco ma splendido clima. Clima in ogni caso riscaldato dall’affetto che si è respirato nella preghiera comune, nel viaggiare insieme, nell’ammirare stupendi paesaggi, come nell’accogliere i meravigliosi segni di accoglienza da parte degli abitanti, delle religiose e dei religiosi che abbiamo incontrato.<br />
Ma la settimana continua. Intanto vi abbiamo condiviso un po’ di pensieri ed un po’ di immagini, sapendo di farvi cosa gradita.<br />
fratel Marco</p>
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		<title>Buona Pasqua Epifania!</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 18:34:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovannimarco</dc:creator>
				<category><![CDATA[condivisione]]></category>
		<category><![CDATA[Spiritualità]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: center;"></p> <p style="text-align: justify;">Ho esitato prima di scrivere queste righe perché sembra che non si possa parlare di altro che di crisi: mercati, borsa, spread, tasse, benzina, ecc. Qualcuno ci prova sui quotidiani on-line a parlare di ottimismo, ma&#8230;</p> <p style="text-align: justify;"> puntualmente viene bombardato dalle critiche e commenti il più delle volte <span style="color:#777"> . . . &#8594; Read More: <a href="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/blog/2012/01/05/buona-pasqua-epifania/">Buona Pasqua Epifania!</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/fiesta.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2582" title="fiesta" src="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/fiesta.jpg" alt="" width="600" height="480" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ho esitato prima di scrivere queste righe perché sembra che non si possa parlare di altro che di crisi: mercati, borsa, <em>spread</em>, tasse, benzina, ecc. Qualcuno ci prova sui quotidiani on-line a parlare di ottimismo, ma&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-2581"></span> puntualmente viene bombardato dalle critiche e commenti il più delle volte conditi di rabbia e anche cattiveria. Proibito parlare di ottimismo! Ma è proprio vero? Personalmente non sono d’accordo. Credo che parlare con un po’ di ottimismo sia innanzi tutto un dovere cristiano. In uno dei suoi messaggi Papa Giovanni XXIII, diceva: «La lunga pratica della vita insegna a tutti che per la felicità del nostro spirito, giova assai più scorgere nelle cose il bene e soffermarcisi, che cercare il male e il difettoso, e sottolinearlo con leggerezza, peggio poi se con malizia».</p>
<p style="text-align: justify;">Un amico giornalista diceva ai suoi allievi che al momento di scrivere un articolo (una notizia), ognuno ci si doveva impegnare al massimo ben consapevoli che su diecimila lettori che, forse o probabilmente avessero sfogliato il giornale, soltanto due avrebbero letto tutto il testo e alla fine non avrebbero condiviso le sue idee… Questo è ottimismo! Il mio ottimismo inizia con la consapevolezza che chi mi leggerà &#8211; fossero solo due -  lo farà per amicizia e quindi non mi pioveranno addosso le critiche!</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/SAM_0752-copia.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2586" title="SAM_0752 copia" src="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/SAM_0752-copia-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>L’ottimismo non è la virtù degli ingenui e tanto meno un atteggiamento da “menefreghisti”, esso è consiglio evangelico nello spirito delle Beatitudini. Molto spesso ci lasciamo afferrare dal comune pensare e dire, alla fine ci convinciamo. Siamo convinti di stare male, di essere in crisi, di non voler guardare al futuro perché si annuncia nero.</p>
<p style="text-align: justify;">Il domenicano Ennio Said nel sul nuovo libro scrive: «Le crisi economiche preoccupano soprattutto chi ha qualcosa da perdere. I poveri non hanno nulla da perdere. Sono “come i gigli del campo” e continueranno a godere di quel poco che riesce a farli sorridere. Per i ricchi è una tragedia». Questo potrebbe essere solo un punto di vista, la vita è più complessa, e tante volte la vita è una questione di punti di vista. Ma il punto di vista cristiano non dovrebbe essere pessimista, altrimenti vengono meno la fede e la speranza, nel peggiore dei casi anche la carità. L’attuale crisi economica potrebbe avere almeno un lato positivo, quello di farci riscoprire la gioia delle cose semplici, di ricuperare un po’ dell’essenzialità nella vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Concludo citando ancora una frase di Papa Giovanni:  «Ricordiamo che i giorni della passione sono tre: tutto il resto dell’anno è risurrezione, è vittoria, vita».</p>
<p style="text-align: justify;">Buona Pasqua Epifania a tutti!</p>
<p style="text-align: justify;"><em>fratel Oswaldo</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><br />
</em></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/Foto-Paolo-007-copia1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2588" title="Foto Paolo 007 copia" src="http://www.jesuscaritas.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/Foto-Paolo-007-copia1.jpg" alt="" width="588" height="504" /></a></p>
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